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Cerambice dalle lunghe antenne

Illustrazioni

Anoplophora chinensis - Larva. Immagine: EPPO Gallery - M. Maspero

Anoplophora chinensis - Deposizione. Immagine: EPPO Gallery - M. Maspero

Anoplophora chinensis - Adulto. Immagine: Art Wagner, USDA APHIS PPQ, Bugwood.org

Anoplophora chinensis - Fori d'uscita. Immagine: EPPO Gallery - M. Maspero

Nome latino: Anoplophora chinensis (Forster)

Categoria: Insetti da quarantena

Sintomi

ll danno maggiore è provocato dall'attività di nutrizione delle larve. Le gallerie scavate dalle larve penetrano profondamente nel legno che con le cavità prodotte alla base del tronco riducono la stabilità delle piante ed interrompono il trasporto della linfa e dei nutrienti causando la morte dapprima della chioma ed in seguito dell'intera pianta. I fori prodotti dall’insetto rappresentano inoltre vie di penetrazione per funghi xilofagi. L'attività trofica (di nutrizione) degli adulti sulle foglie, sui peduncoli e sulla corteccia dei rami porta ad un loro avvizzimento. Spesso i primi sintomi nell'attacco si riconoscono dai trucioli presenti alla base del tronco e nella zona dell'apparato radicale (causati dall'attività trofica delle larve) e dai fori di fuoriuscita degli adulti, attraverso i quali essi raggiungono l'esterno della pianta.

Ciclo biologico

Anoplophora chinensis compie l'intero ciclo da uovo ad adulto in 1 - 2 anni.
Adulto: dotato di buona capacità di volo è di colore nero brillante con 10 - 20 macchie chiare sulle elitre. Il maschio raggiunge i 25 mm di lunghezza e la femmina i 35 mm. Le antenne sono molto lunghe di color bluastro striato.
Alle nostre latitudini (dati della Lombardia) lo sfarfallamento degli adulti è stato osservato dall'inizio del mese di giugno alla fine del mese di agosto. Gli adulti si alimentano a spese delle foglie e della corteccia di numerose specie vegetali di interesse ornamentale.
La femmina depone in prossimità del colletto delle piante effettuando con le mandibole un'incisione longitudinale nella corteccia ed inserendovi un singolo uovo. Ogni femmina può deporre fino a 70 uova.
Uovo: può raggiungere i 5 mm di lunghezza, di forma allungata (chicco di riso) di colore dapprima bianco-crema più tardi giallo-brunastro.
Larva: apoda, di colore giallo con capo brunastro, a maturità può raggiungere 45 - 55 mm di lunghezza e spessore di 10 mm.
Una-due settimane dopo l'ovodeposizione avviene la fuoriuscita delle larve che, inizialmente, penetrano la corteccia, per svilupparsi poi in gallerie di alimentazione scavate nei tronchi. In caso di forte infestazione si possono osservare i tipici fori di uscita degli adulti anche in posizioni superiori delle piante.

Causa

Anoplophora chinensis è un insetto di origine asiatica rinvenuto per la prima volta in Italia una decina di anni fa, nella Provincia di Milano e veicolato da alcune piante di bonsai. In seguito alla globalizzazione degli scambi commerciali l'arrivo di questi insetti è stato notevolmente facilitato.

Prevenzione

L'infestazione non è rilevabile prima della fuoriuscita degli adulti, risulta difficile attuare mezzi di difesa diretti. La larva inoltre risulta particolarmente protetta all'interno delle gallerie. Viste le difficoltà riscontrate per lottare contro un insediamento di questo insetto, le autorità dei diversi paesi della Comunità e della Svizzera hanno ancora recentemente imposto un divieto d'importazione di piante di Aceri dalla Cina.

Lotta

In Lombardia è in atto il monitoraggio per accertare la diffusione dell'insetto e un programma di eradicazione del focolaio identificato, mediante la distruzione delle piante colpite. Il monitoraggio continua all'interno dei vivai della zona e viene affiancato a un programma di informazione rivolto alle amministrazioni pubbliche e ai vivaisti. Da noi, in Ticino, i monitoraggi effettuati a sud del cantone su piante dell'arredo urbano hanno per fortuna per il momento evidenziato l'assenza di questo temibile insetto. NEL CASO DI RITROVAMENTI DELL'INSETTO E' OBBLIGATORIO CONTATTARE IL SERVIZIO FITOSANITARIO COMPETENTE PIÙ VICINO. (Per il Ticino: tel. 091 814 35 85/86)

Osservazioni

Questo coleottero distrugge il legno di latifoglia ed è considerato un organismo nocivo particolarmente pericoloso secondo l'ordinanza sulla protezione dei vegetali (OPV). Viene considerato nella sua zona di origine (Asia orientale), uno dei parassiti più pericolosi per oltre 100 specie di latifoglie, in particolar modo gli agrumi. L'infestazione produce forti danni fino alla morte degli alberi. Il coleottero è stato introdotto in America ed in Europa attraverso piante colpite, soprattutto bonsai ed esemplari di acero. Il primo caso di attacco in pieno campo in Europa, è stato segnalato nel 2000 in Italia (Lombardia). Da allora la sua comparsa è stata già segnalata anche in altre zone della penisola italiana.

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